Condannati a crescere

autostar Condannati a crescere
Giovedì, 31 Gennaio 2019
Il mercato automotive del 2018 in linea se non di poco inferiore all’anno precedente è stato molto più complesso da interpretare e difficile da gestire; questo è dovuto soprattutto al clima di incertezza socio-politica economica e alla confusione sulle motorizzazioni.
Il pensiero attuale della clientela è infatti il seguente: motorizzazioni = caos = incertezza = aspettiamo.
Per quanto riguarda la distribuzione automobilistica, la sua evoluzione ci ha necessariamente tracciato la strada della crescita, per poter gestire sempre più anche sul piano finanziario gli investimenti ed il rischio di impresa. Crescita che dipende dalle idee gestionali che riguardano l’organizzazione d’impresa e che devono tenere in considerazione tutti questi elementi: dal digitale agli showroom, dall’usato al post vendita, fino ai cambiamenti della mobilità.
Un aumento del fatturato è di solito diretta conseguenza di efficaci strategie commerciali, industriali e di un modello di business vincente. Ma la crescita in sé, se non supportata da soddisfacenti livelli di reddittività, rischia nel medio termine di peggiorare l’equilibrio finanziario.
 
Sulle performances di AUTOSTAR incidono in maniera consistente le vendite del nuovo (5.600 veicoli pari a 165 milioni di euro, +18% rispetto al 2017), ma risultano in crescita anche tutti gli altri asset: vendite usato (6.200 veicoli pari a  80 milioni di euro, +20% rispetto al 2017), passaggi post vendita (48.300 passaggi registrati, +20% rispetto al 2017), garanzie (16.500 interventi in garanzia), servizi erogati 115 milioni di euro (+25% rispetto al 2017).
Un complesso di attività che vale 310 milioni di euro (fatturato 2018) e circa 400 addetti, costantemente formati, con oltre 9.000 ore di formazione tecnica dalle case che rappresentiamo (pensate solo alla complessità richiesta per intervenire su vetture innovative e tecnologicamente avanzate come le nostre) e altrettante di formazione interna. Per dare un’idea della complessità dell’organizzazione possiamo riportare i seguenti dati: nel 2018 abbiamo risposto ad oltre 500.000 richieste telefoniche, gestito 41.200 lead e oltre 3.000 recensioni social.

FUTURO, parla l’imprenditore

Elettrico? Riprendo un esempio fatto dal presidente di una grande casa automobilistica, “l’elettrico è come un barattolo di ketchup: scuoti scuoti e non sai quando esce e quanto esce.”
Questo non vuol dire essere contrari all’elettrificazione, anzi ben venga, ma demonizzare il diesel come viene spesso fatto dai politici, comparando le vecchie auto a gasolio con le nuove tecnologie, sta sconvolgendo il mercato. Anche in seguito al dieselgate, tutte le case hanno giustamente incominciato ad investire sui motori elettrici, ma i costi di ricerca e sviluppo portano al consumatore un prodotto di listino molto maggiorato nel prezzo, e considerata la vetustà del parco auto in Italia, non saranno i bonus e i malus previsti dall’Ecotassa 2019 a risolvere il problema nel breve-medio termine. Uno studio ha rilevato che in Italia ci sono 37 milioni di vetture con motore endotermico.
Ipotizzando che 10 milioni di queste vengano sostituite da mezzi elettrici e che vengano collegate alla rete per ricaricarsi, i consumi totali sarebbero pari a 30 megawatt. Se consideriamo che oggi in Italia si consumano 35 megawatt giornalieri,
come potrebbe reggere il sistema al raddoppio della domanda? Quanto si dovrebbe spendere in colonnine e linee elettriche?
Ad oggi quindi l’ibrido è la soluzione conveniente per chi fa poca strada, ma sappiamo che sulle lunghe percorrenze consuma più dei motori endotermici?
 
L’anno appena partito sarà difficile, penso a numeri di mercato leggermente in flessione, ma noi come sempre abbiamo ben chiaro lo scenario e ci siamo attrezzati per affrontarlo, anche con delle grosse sorprese…
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